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 TUTTI PER RITA Riduci


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 Lunedì 13 marzo 2017 RITA compie 77 anni. AUGURI. Riduci
AUGURI RITA

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 **********PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO********** Riduci
La preghiera di Papa Francesco

 Una preghiera per ogni dito della mano 

 

1. Il pollice è il dito a te più vicino. Comincia quindi col pregare per coloro che ti sono più vicini. Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente. Pregare per i nostri cari è "un dolce obbligo".

 

2. Il dito successivo è l'indice. Prega per coloro che insegnano, educano e curano. Questa categoria comprende maestri, professori, medici e sacerdoti. Hanno bisogno di sostegno e saggezza per indicare agli altri la giusta direzione. Ricordali sempre nelle tue preghiere.

 

3. Il dito successivo è il più alto. Ci ricorda i nostri governanti. Prega per il presidente, i parlamentari, gli imprenditori e i dirigenti. Sono le persone che gestiscono il destino della nostra patria e guidano l'opinione pubblica... Hanno bisogno della guida di Dio.

 

4. Il quarto dito è l'anulare. Lascerà molti sorpresi, ma è questo il nostro dito più debole, come può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte. È lì per ricordarci di pregare per i più deboli, per chi ha sfide da affrontare, per i malati. Hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte. Le preghiere per loro non saranno mai troppe. Ed è li per invitarci a pregare anche per le coppie sposate.

 

5. E per ultimo arriva il nostro dito mignolo, il più piccolo di tutti, come piccoli dobbiamo sentirci noi di fronte a Dio e al prossimo. Come dice la Bibbia, "gli ultimi saranno i primi".
Il dito mignolo ti ricorda di pregare per te stesso... Dopo che avrai pregato per tutti gli altri, sarà allora che potrai capire meglio quali sono le tue necessità guardandole dalla giusta prospettiva.

 

Papa Francesco consiglia la «Misericordina»

La confezione è quella tipica delle medicine, con tanto di avvertenza sul contenuto: «59 granuli intracordiali». All’interno, si trovano una corona del Rosario, un’immagine di Gesù misericordioso - con la scritta «Gesù confido in te» - e il classico foglietto con posologia e istruzioni per l’uso. È la “Misericordina”, il “kit” pubblicizzato oggi da Papa Francesco alla fine dell’Angelus e che suore e volontari hanno subito distribuito in migliaia di esemplari ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro.  «È una medicina speciale per concretizzare i frutti dell'Anno della Fede che volge al termine. Si tratta di una medicina spirituale. Non dimenticatevi di prenderla, perchè fa bene, fa bene al cuore, all'anima e a tutta la vita», ha detto il Papa. In sostanza, la pratica consigliata oggi dal Papa è quella della corona della Divina Misericordia, diffusa da Santa Faustina Kowalska, suora mistica polacca canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2000. «La Misericordina» avverte il foglietto d’istruzioni «è un medicinale spirituale fa arrivare la misericordia nell’anima. Lo si avverte tramite la tranquillità del cuore, la gioia esterna e il desiderio di diffondere il bene». L’efficacia del medicinale «è garantita dalle parole di Gesù». Vengono anche indicate alcune situazioni in cui si suggerisce di applicare il “medicinale”: quando «desideriamo la conversione dei peccatori», quando «sentiamo il bisogno dell’aiuto nella decisione difficile», o quando manca la forza per resistere alle tentazioni, quando non sappiamo perdonare qualcuno o «desideriamo la misericordia per un uomo moribondo». Si suggerisce di trovare «un posto tranquillo, una camera o una chiesa», di «mettersi in ginocchio» davanti all’immaginetta di Gesù Misericordioso – dipinto secondo la visione che ne ebbe suor Faustina – e di recitare le preghiere e le formule della coroncina della Misericordia usando i grani del Rosario. La pia pratica ha una durata media calcolata in 7 minuti, è consigliata come «profilassi» almeno una volta al giorno, con «applicazione identica sia nei bambini che negli adulti». Il foglietto illustrativo spiega che non sono segnalate «controindicazioni», che la pratica è «compatibile con altre preghiere, e che accostarsi ai sacramenti «favorisce l’efficacia del medicinale». Un po’ di misericordia rende il mondo meno freddo e più giusto. Abbiamo bisogno di capire bene questa misericordia di Dio, questo Padre misericordioso che ha tanta pazienza».

 


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 *******Benvenuto al Centro della Amicizia di San Macario (VA)******* Riduci

Il sito è stato aggiornato Giovedì 21 Settembre 2017

VANGELO DI DOMENICA 24 SETTEMBRE 2017

IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO DI SAN GIOVANNI IL PRECURSORE (ANNO A)

VANGELO SECONDO GIOVANNI 6, 24 - 35

In quel tempo. Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 VANGELO DELLA DOMENICA RITO AMBROSIANO

 

VOLANTINO DEL CENTRO DELL'AMICIZIA

 

NOTIZIE DAL CENTRO

Il Centro dell'Amicizia si incontra sabato 23 Settembre 2017 alle ore 14 presso il Centro Diurno Disabili a Samarate Via Lazzaretto (Villa Montevecchio) - Vi aspettiamo numerosi -


Per maggiori informazioni sul Centro dell'Amicizia scrivete a:  info@centrodellamicizia.it 

 Centro dell'Amicizia Via De Amicis, 4 San Macario di Samarate (Varese)

Copyright (c) 2017

 


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 Padre Enzo Balasso (EQUADOR) Riduci
Padre Enzo Balasso (Equador)
Siamo prossimi all’ottobre missionario e questa volta condivido alcuni pensieri vissuti in queste settimane in una zona alta a 3.400m alle falde del colosso vulcanico del Cayambe (5.990 m). Per scoprire il senso e la profonditá delle esperienze vissute in alcuni incontri fatti nelle comunita’ campesine delle Ande, ho voluto ripensarle e meditarci un po’ sopra ed ora 12 settembre, le condivido. Avvicinandoci alla casa della famiglia piu’ povera e miserabile di questa comunitá andina di Puellaro, i cani abbaiano, una mucca mugge, due galline fuggono, si avvicina un gattino bianco e…all’entrata del cortile c’é un vitellino dalla pelle nera steso a terra. Ha gli occhi aperti. “E’ morto!” dicono i bambini che mi accompagnano. “Di freddo?” domando io, giá che siamo a piu’ di 3.500 mts. d’altezza e, se la famiglia che vive lí al posto di una casa ha solo una baracca, certamente non ci sará un riparo per gli animali. “Puó averlo ucciso il lupo!”commenta un bambino; e anche questo potrebbe essere vero. Finalmente, dopo varie chiamate, esce Damaris una ragazza di 13 anni. Alla stessa domanda sulla morte del vitellino, risponde: “No tenía mamá – Era senza mamma”. “Dev’essere morta di parto” aggiunge subito Erika, un’altra delle bambine che é venuta con me e che, come tutti i bambini di questa sierra, conosce le sofferenze e la realtá non solo della gente ma anche degli animali. Damaris ha solo una camicetta e i piedi nudi nei sandali di gomma…; ha un visetto tondo, gli occhi tristi , le guance bruciate dal gelo. Le chiedo se va ancora a scuola. “Sí” risponde. E’ in terza media e, come altri studenti, cammina e cammina, nel freddo delle cinque e mezza del mattino, per arrivare in tempo a scuola. Lo stesso cammino, al ritorno, peró in salita con tre fratelli, uno piu’ grande e due piu’ piccoli. Alcuni bambini vanno e vengono con il bus che costa 10 centesimi di dollaro e che, moltiplicato per quattro, andata e ritorno é un lusso impossibile. Le lasciamo una borsa con quattro pani, mezzo kg di riso, un di zucchero, due scatolette di tonno e una di sardine che ho comprato nell’unica bottega: una cooperativa che hanno aperto da poco vicino alla Casa comunitaria.  Nella mezz’oretta che siamo stati lí, abbiamo fatto una preghiera e alcuni canti, mentre tramontava il sole e l’aria si faceva gelida. Un bambino con un berrettino rosso che sfogliava la rivista che ho distribuito ai grandi e anche a lui, perché aveva detto che sapeva leggere, chiedeva con curiositá a un all’altro compagno: “Cosa c’é scritto qui? E qui? E qui?” finché a un certo punto, lungo la strada, mi ha tirato per la felpa e mi ha detto: “Perché non venite piú spesso? Noi vogliamo imparare a leggere, a cantare, a pregare!”  Ed é stato lo stesso bambino che, al momento in cui ho detto: “Preghiamo per un papá di 38 anni con cinque bambini che lavora in una piantagione di rose e si é ammalato di cancro”, ha esclamato: “Che viva, che viva, Gesú fallo vivere!” Mi ha impressionato ancora quando, lungo il sentiero, ha chiesto: “Che giorno é oggi, sabato?” “No, domani é sabato!” “Oh, allora domani sera viene mio papá! Chissá se viene? Mi manca tanto!”Altre due bambine e un ragazzino hanno espresso anche loro, con parole diverse, il desiderio che per il fine settimana tornasse a casa il papá. “Chissá se viene? E’ tanto che non chiama. Lavora lontano! Sono tre mesi che ci ha lasciato…; non sappiamo dov’é!”  Poi, con la solidarietá tipica di questi bambini, Jessica mi ha detto:“Che tristezza! Che triste é vivere cosí, senza casa. Damaris mi ha raccontato che i soldi per la casa li guadagnano, peró il papá beve e… cosí non riescono mai a costruirne una”. La zona é agrícola, con piantagioni di cipolle, patate, mellocos ed altro che commercializzano nei mercati di Ibarra. Le donne lavorano organizzate in cooperative e c’é un certo progresso nella popolazione che da una quindicina d’anni  ha visto l’arrivo degli evangelici che hanno diviso la comunita’.  E cosí, anche questo pomeriggio, e soprattutto questi incontri,  aiutano a vivere il vero senso della missione. Prendo l’ultimo autobús che scende da questa comunitá, la piu’ alta della zona (3.544 mts), al villaggio di Buena Esperanza dove ho passato la settimana e termino visitando Carmen un’anziana che ti colpisce súbito per la fede con i suoi 84 anni, vivacissima che peró non riesce quasi a camminare, eppure, ogni domenica si trascina per andare in paese alla Messa. Erano le quattro e mezzo di sabato mattina, quando la catechista, passando vicino alla casa della zia per andare a mungere le due mucche sul monte, ha visto la luce accesa e la porta aperta: la zia era appena andata in cielo, serena, cosciente e dopo varie raccomandazioni ai figli. Morire nella festa dell’Assunzione di Maria in cielo, puo’ sembrare fuori tempo e fuori luogo, anche per il vitellino che “no tenía mamá”. Eppure, la famiglia della catechista ha accettato il desiderio dell’anziana che voleva raggiungere il marito mancato qualche anno prima. E nemmeno il parroco, che ha una quarantina di comunitá da servire, ha fatto problema. Alle dieci del mattino del 15 agosto ha celebrato la Messa da morto e, alle 11, quella di solenne dell’Assunta. Passato questo tempo nel campo, posso solo dire “grazie”, perché tra la gente semplice, umile e che fa tanti sacrifici si sta bene e si impara tanto.  Grazie Buon Dio per il regalo della missione. Auguro a te la stessa “intensita’” di vita nel prossimo ottobre  missionario. CHE VIVA LA MISSIONE!!!!!! p.Enzo (OTTOBRE 2017)

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 Preghiera alla Santa Famiglia Riduci

 


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 Ricordiamo: Padre Giampiero Manfredi Riduci
padre giampiero

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 La Parrocchia di San Macario Riduci

 

              

 

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 San Macario di Samarate PARROCCHIA PURIFICAZIONE DI MARIA VERGINE IN SAN MACARIO -  COMUNITA' PASTORALE MARIA MADRE DELLA SPERANZA IN SAMARATE

 


ANNO 2017

Informiamo tutti i fedeli che è stato aperto il nuovo sito internet della Comunità Pastorale Madre della Speranza di Samarate: www.cpsamarate.org

Il vicario di San Macario

Don Giorgio Maspero. 

SANTE MESSE:

Giorni feriali: ore 8.30 in Parrocchia.

Mercoledì ore 20.30 in Oratorio. (sospesa nei mesi di luglio e agosto)

Sabato ore 18.30 in Parrocchia.

Domenica ore: 8.30 - 10.30 in Parrocchia. Alle ore 18.00 Chiesetta di Cascina Sopra (sospesa nei mesi di luglio e agosto).


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 LE MISSIONI CI SCRIVONO Riduci

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